QUANDO È TROPPO TARDI

KHALED HOSSEINI, Mille splendidi soli

(a cura di Laura Piazzolla 2^ T)

(Mariam vive con la madre Nana alla “kolba”, vicino a Herat. Il padre, il ricco e potente Jalil, si vergogna di lei, figlia avuta illegittimamente, anche se la protagonista nutre un profondo affetto verso di lui. Mariam vive isolata da tutti, tenuta rinchiusa nella kolba dalla madre Nana. L’unico suo contatto con il mondo esterno è suo padre Jalil e quando, il giorno del suo quindicesimo compleanno, Mariam decide di andare a trovarlo, egli si rifiuta di riceverla. Da questo momento la ragazza nutrirà un profondo odio per suo padre. Quando Mariam fa ritorno a casa trova la madre morta impiccata ed è costretta a vivere con Jalil fino a che non viene data in sposa a Rashid, un uomo sulla quarantina, di Kabul. Mariam così inizia una nuova vita a Kabul. La seconda ragazza, Laila, è molto istruita, molto bella e molto più giovane di Mariam. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Dall’intreccio di due destini, una storia indimenticabile che ripercorre la Storia di un paese in cerca di pace, dove l’amicizia e l’amore sembrano ancora l’unica salvezza.)

Un mese fa sono venuto a Kabul per parlarti. Ma tu non hai voluto ricevermi. Sono rimasto deluso, ma non posso fartene una colpa. Forse al tuo posto avrei fatto la stessa cosa. Ho perso il privilegio del tuo affetto molto tempo fa e di questo devo rimproverare solo me stesso.  […]

Tuo padre ha conosciuto tanti dolori dall’ultima volta  che ti ha parlato, Mariam jo. La tua matrigna Afsun è stata uccisa il primo giorno dell’insurrezione del 1979. Quello stesso giorno, un proiettile vagante ha ucciso tua sorella Nilufar. […]

Tuo fratello Farhad si è unito alla jihad nel 1980. I sovietici l’hanno ucciso nel 1982. […]

Li sogno ancora. Sogno ancora i miei figli morti. Sogno anche te, Mariam jo. Mi manchi. Mi Manca il suono della tua voce, della tua risata. Ho nostalgia dei libri che ti leggevo e di tutte le volte che siamo andati a pescare insieme.[…]

Sei stata una brava figlia Mariam jo, e non posso pensare a te senza provare vergogna e rimpianti. Rimpianti…quando penso a te, Mariam jo, sono travolto da un mare di rimpianti. Rimpiango di non averti ricevuta il giorno in cui sei venuta a Herat. Rimpiango di non averti aperto la porta e di non averti accolta nella mia casa. Rimpiango di non averti trattata come una figlia, di averti costretta a vivere in quel posto per tutti quegli anni. E per cosa? Paura di perdere la faccia? Di macchiare il mio cosiddetto nome? Queste cose ora non hanno più importanza per me, dopo tutti i lutti, tutto l’orrore che ho visto in questa maledetta guerra. È troppo tardi. […]

Ora tutto quello  che posso fare è dire che tu sei stata una brava figlia, Mariam jo, e che io non ti ho mai meritata. Ora tutto quello che posso fare è chiedere il tuo perdono. Perdonami, Mariam jo. Perdonami. Perdonami. Ti prego, perdona tuo padre.  […]

Qui c’è la parte della tua eredità. Vedrai che è ben lontano dall’essere una fortuna, ma è pur sempre qualcosa. È qualcosa. […]

Spero non pensi che io stia cercando di acquistare il tuo perdono. Spero tu voglia credere che io so che il tuo perdono non è in vendita. Non sono stato un padre giusto da vivo. Fosse posso esserlo da morto.

Spero che verrai a bussare di nuovo alla mia porta e mi darai l’opportunità di aprirla questa volta, di accoglierti, di prenderti tra le mie braccia, figlia mia, come avrei dovuto fare tanti anni addietro. […]

Possa tu trovare la felicità, la pace e l’accoglienza che io non ti ho dato.

Il tuo immeritevole padre,

Jalil

In questa lettera Jalil, padre di Mariam, esprime tutto il suo dolore per la perdita dei figli e della moglie e solo adesso si rende conto di aver perso Mariam già da molto tempo, rimpiangendo di non averle aperto la porta quella mattina. Si accorge di aver perso Mariam solo dopo la morte degli altri suoi figli che Mariam non ha mai avuto l’occasione di conoscere. Ad un passo dalla morte, Jalil considera il suo comportamento verso Mariam, la figlia illegittima, e capisce di non essere stato un buon padre. Le lascia una piccola parte di eredità (che Mariam non avrà mai),  non per acquistare il suo perdono, ma per colmare la sua assenza, consapevole di essere stato “il suo immeritevole padre”. Jalil ha capito quello che ha fatto troppo tardi e Mariam non saprà mai il contenuto di quella lettera, né conoscerà mai i sentimenti di suo padre.

“Ogni fiocco di neve è il sospiro di una donna infelice da qualche parte nel mondo”.

“Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, nè i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri ” -Saib-e-Tabrizi XVII

“Come l’ago della bussola segna il nord, così il dito accusatore dell’uomo trova sempre una donna cui dare la colpa. Sempre.”

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