È normale avere paura

ALESSANDRO D’AVENIA, Bianca come il latte rossa come il sangue

(a cura di Valeria Deipazzi 2 ^ T)

(Leo è un sedicenne che frequenta il liceo classico. Un giorno a scuola arriva un supplente, il sognatore, che sprona i suoi alunni a vivere intensamente e a trovare il proprio sogno. Leo ha un sogno che solo la sua migliore amica Silvia conosce. Il suo sogno è Beatrice. Ciò che Leo non sa è che Beatrice è malata, ha la leucemia. Leo dovrà scavare dentro di sé, dovrà sanguinare per poi rinascere. Solo così i sogni non potranno morire).

<<Lei piange , prof?>> […]

<<Tutte le volte che sbuccio le cipolle.>>

Scoppio a ridere, anche se la battuta fa pena. […]

<<È normale avere paura. Come è normale piangere. Non vuol dire essere vigliacchi. Essere vigliacchi è fare finta di nulla, voltarsi dall’altra parte. Fregarsene. Ci credo che sei scappato. Ci credo che sei incazzato con tutti e con te stesso. Ma questo è normale. Ma incazzandoti non risolvi niente. Puoi incazzarti a oltranza, ma questo non guarisce Beatrice.>> […]

<<Ma io sono scappato! Io che dovrei essere capace di morire per lei pur di farla guarire!>> […]

<<Ti sbagli, Leo, la maturità non si vede nel voler morire per una nobile causa, ma nel voler vivere umilmente per essa. Rendila felice.>>

È normale avere paura, tutti abbiamo paura. Ma è un segno di maturità affrontare le proprie paure, anche se non ne esci soddisfatto, almeno sei consapevole di averci provato. È quella la più grande vittoria.

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