Il dolore e il peso delle lacrime

ALESSANDRO D’AVENIA, Cose che nessuno sa

(a cura di Antonella Perna, 2^A/TUR)

(Margherita ha quattordici anni e sta per varcare una soglia magica e spaventosa: si sente come ogni adolescente: un’equilibrista su un filo sospeso. Un giorno Margherita ascolta un messaggio in segreteria telefonica. È suo padre: annuncia che non tornerà più a casa. Per Margherita si spalanca il vuoto sotto i piedi. Ancora non sa che – come per ogni perla nata nella conchiglia dall’attacco di un predatore – sarà proprio attraversando questo doloroso smarrimento che a poco a poco si trasformerà in una donna.)

Era sola in mezzo a tante persone. Avrebbe voluto trovare argomenti da condividere. […]

Ma le veniva in mente sempre e soltanto il suo ingombrante dolore.

<<Ciao, io sono Marta.>> Una voce squillante esplose all’improvviso vicino al suo orecchio, come quando parte una canzone e il volume è troppo alto.

Margherita sobbalzò e squadrò il viso che aveva accanto, senza dire nulla. […]

 <<Di che segno sei?>> chiese la ragazza, improvvisamente seria.

Margherita non rispose. Marta si fece ancora più seria.

<< Perché hai pianto?>>

Margherita la guardò dentro gli occhi: erano buoni oltre che stravolgenti.

<<Per la paura>> rispose.

Marta le diede un bacio sulla guancia e si allontanò. Afferrò la borsa e si andò a posare accanto a Margherita, che era rimasta isolata in fondo.

<< Io sono un acquario >>

Margherita rimase impassibile.

<<Lo sai che è impossibile leccarsi i gomiti?>> rincarò Marta e per dimostrarlo ci provò, contorcendo la lingua in direzione del gomito destro. <<Vedi?>>

Margherita scoppiò a ridere.

<<Ci sono un sacco di cose che nessuno sa>> disse Marta finalmente seria, e poi si mise a ridere di cuore.

Le ore scivolavano via. Margherita ripensava agli occhi azzurri, quasi bianchi, di quel ragazzo e le veniva da piangere. Erano lacrime diverse: provenivano da quel pezzo di anima che a tenerlo intatto e pulito e magari ad ascoltarlo, ci si salva.

E invece si fa a gara ad asciugarle subito le lacrime.

LE LACRIME, UN LUSSO CHE SOLO I DEBOLI POSSONO CONCEDERSI.

Il dolore è qualcosa che ti colpisce dentro, qualcosa che ti rimane sullo stomaco di cui non riesci a liberarti e quando arriva il momento in cui non riesci più a trattenerlo…scoppia. E viene fuori tutto quello che hai dentro, tutto ciò che non sopporti, tutta la sofferenza e non si riesce a pensare ad altro se non a quello che ti fa stare male. Le lacrime ci aiutano a liberarci dal peso, ma questo purtroppo lo capisce solo chi prova il dolore sulla propria pelle. Chi non lo prova non può comprendere le lacrime che non sono di coccodrillo, ma lacrime uscite dal cuore. Ogni lacrima ha un significato, un ricordo che può essere bello o brutto. Ma le lacrime di dolore possono essere comprese solo provando a mettersi nei panni della persona che sta soffrendo.

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