Le persone sono come i semi

ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY, Il piccolo principe

(a cura di Simone Binetti, 2^A/Tur)

(Un pilota d’aerei in avaria nel mezzo del Sahara, un piccolo principe piombato sulla terra da un minuscolo asteroide per sfuggire alla solitudine. È così che inizia una delle favole senza età più semplici e piene di poesia che siano mai state scritte, una storia di incontri bizzarri e di struggente malinconia, di amicizia e di amore che parla al cuore di tutti noi. Un grande classico per l’infanzia amato anche dagli adulti, il piccolo principe è divenuto un long seller internazionale che ha fatto innamorare milioni di lettori nel mondo.)

Come tutti i pianeti, infatti, anche sul pianeta del piccolo principe c’erano erbe buone e erbe cattive e di conseguenza semi buoni di erbe buone e semi cattivi di erbe cattive. Ma i semi non si vedono, dormono nel profondo della terra finché a uno di loro non vien voglia di svegliarsi, allora si stiracchia e un po’ timidamente tira fuori verso il sole un bellissimo e inoffensivo ramoscello. Se è un ravanello o una pianta foglia lo si può lasciar crescere come gli pare. Ma se si tratta di una pianta cattiva, appena la riconosci devi sradicarla. Ecco, sul pianeta del piccolo principe c’erano semi tremendi…erano i semi di baobab. Il terreno di tutto il pianeta ne era infestato. Ora, di un baobab se intervieni troppo tardi, non ti liberi più. Invade il pianeta. Ci infila dentro le sue radici. E troppo numerosi, lo fanno esplodere.

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Immagino che ogni persona sulla terra sia stata influenzata in qualche modo dallo spirito distruttivo delle contese, del risentimento, della vendetta, dallo spirito dell’invidia e dell’odio. Forse ci sono persino delle volte in cui riconosciamo questo spirito in noi stessi. Noi non siamo perfetti, le persone attorno a noi non sono perfette. Le persone fanno cose che infastidiscono, deludono e fanno arrabbiare. Anche se non possiamo guardare nel cuore di un altro individuo presumiamo di saper conoscere una motivazione cattiva o persino una persona cattiva quando ne incontriamo una. Eppure tutti noi che giudichiamo non abbiamo qualche volta implorato il perdono? Non abbiamo qualche volta desiderato di essere perdonati per gli sbagli che abbiamo fatto? Perdonare noi stessi e gli altri non è facile, per molti di noi è richiesto un profondo cambiamento nell’atteggiamento e nel pensiero. Occorre un proprio mutamento di cuore, scegliere di essere dei semi buoni, delle persone migliori e di allontanare i semi cattivi, quelli dentro di noi, quelli intorno a noi. O non ti liberi più. O la nostra anima ne può essere invasa.