La vita reale: ostacoli ed occasioni

JAMES PATTERSON, A Jennifer con amore

(a cura di Angela Vitobello, 2^C/Afm)

(Dopo essere venuta a conoscenza che la nonna Samantha è stata ricoverata in ospedale, Jennifer si trasferisce nella sua casa d’infanzia, una villa sul lago, per starle più vicina. Nel luogo dove ha trascorso gli anni più spensierati, Sam le ha scritto una serie di lettere, in cui racconta alla nipote la storia della sua vita, una vita diversa da quella che tutti hanno conosciuto. Si tratta di un segreto di famiglia e di una grande storia d’amore.)

Cara Jennifer, voglio parlarti dell’importanza delle seconde e perfino delle terze occasioni. Un giorno stavo aiutando il personale della biblioteca quando dalle pagine di un romanzo cadde un segnalibro. Si trattava in realtà di un appunto scritto a mano, una citazione attribuita a un certo Alfred D’Souza. D’Souza aveva scritto: “ Per molto tempo mi era sembrato che la vita, la vita reale, stesse per cominciare. Ma c’era sempre qualche ostacolo lungo il percorso, una prova da superare, una questione irrisolta, del tempo da dedicare a qualcos’altro, un debito da pagare. Poi la vita sarebbe cominciata. Alla fine ho capito che questi ostacoli erano la mia vita”. Era così che mi sentivo man mano che la mia vita si delineava. In apparenza ero una persona felice dentro ma non mi sentivo così. Erano passati più di vent’anni da quando avevo giurato di darmi una seconda occasione e non l’avevo ancora fatto. Avevo allevato due figlie meravigliose, preparato diecimila cene, rifatto il letto trentamila volte. Ma ormai mi ero rassegnata al matrimonio con Charls e iniziavo a dubitare della possibilità di una seconda occasione. Quella breve citazione mi commosse. E forse mi preparò a uno dei momenti più importanti della mia vita. Avevo solo 43 anni ma era già da 25. I figli erano cresciuti e sentivo che il mio spirito si stava inaridendo come un insetto intrappolato in una ragnatela in un angolo di una stanza polverosa. Jennifer, non ero mai stata veramente innamorata. Non è incredibile?  Tre settimane dopo aver letto quel bigliettino in biblioteca incontrai un uomo. Non rivelerò il suo vero nome. Neanche a te, Jennifer. Io lo chiamavo Doc.

La vita reale è fatta di tante prove da superare senza mai arrendersi. Di solito si crede che la vita inizi solo quando si sta bene, spensierati, felici e senza scossoni. È ovvio che i momenti o i periodi felici debbano esserci, ma non è detto che ci siano sempre, anche perché la vita potrebbe diventare monotona. Come dice D’Souza c’è sempre qualche ostacolo, una prova da superare lungo il percorso. In fondo gli ostacoli fanno parte della vita di ognuno. Se non ci fossero, infatti, il nostro percorso risulterebbe come una linea dritta senza curve.

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