C’è della felicità nell’ infelicità?

FRANCESCO PICCOLO, Momenti di trascurabile infelicità

(a cura di Alessia Lattanzio, 2^ C/afm)

(Dopo il grande successo di Momenti di trascurabile felicità, Francesco Piccolo torna a raccontare l’allegria degli istanti di cui è fatta la vita, ma questa volta prova a prenderli dalla parte sbagliata setacciando le giornate fino a scoprire come ogni contrattempo, anche il più seccante, nasconda qualcosa di impagabile: una scintilla folgorante di divertimento e vitalità. Ciascuno presenta ogni giorno mille forme trascurabili (E NON IRRILEVANTI) di infelicità. Nessuno saprebbe raccontarlo meglio di Francesco Piccolo, che dei momenti di cui è fatta la vita va componendo una perfida e divertentissima enciclopedia portatile.)

Ritorno da Milano, sono le nove di sera, un po’ dopo anzi, perché il treno è in ritardo. Ha rallentato molto prima di arrivare in stazione, e questo mi piace sempre. Aspetto che di giorno o di notte il treno attraversi lentamente un centro abitato e si riesca così a guardare dentro le case della gente, e vedere un gesto, una serie di cene, un frammento di azione, un televisore acceso, una persona che si veste, che corre verso il telefono.

Che piange, che ride – se sono fortunato posso vedere città intere che vivono come vivo io, ma senza di me, senza avere il minimo sospetto che ora i miei occhi stiano guardando, valutando, ricostruendo le vite che scorrono. Scoprire che il mondo va avanti e posso non essere contemplato. Ma solo scorrere, in un treno. Che è la consapevolezza perfetta a cui giunge il viaggiatore, il momento in cui comincia per davvero a viaggiare.

[…]

Quando mi dicono: ti potevi vestire meglio. E io mi ero già vestito meglio.

[…]

Ogni tanto, e con una certa costanza, mi torna in mente, soprattutto di notte, la frase che una ragazza mi disse tanti anni fa: “Non tutti i giorni però ti penso sempre”. Cerco di analizzarla, di smontarla, di girarla. Ma non l’ho mai capita. Se ho capito, ho capito solo questo: secondo me, sembra bella, ma non è bella.

Dopo aver letto Momenti di trascurabile infelicità ho capito subito che l’autore non è uno che si perde in dolci chiacchiere nel descrivere con perfida lucidità i momenti reali che compongono la sua vita. È un libro, questo, molto piacevole da leggere poiché composto da frasi simpatiche e racconti esilaranti, sebbene aiuti molto a riflettere sulla vita quotidiana.

La verità è che molto spesso i libri leggeri ci deludono, ma questo no, al contrario mi ha sorpresa e letteralmente “presa”. È un libro ironico e intelligente. Non appena ho letto la prima frase <<il fatto di non sapere se la luce del frigorifero, quando l’hai chiuso, si spegne veramente>>, me ne sono subito innamorata. Sono racconti surreali composti di brevi frasi, ma che si lasciano gustare soprattutto per il loro NO-SENSE.

Ogni cosa è cannella.

È un libro da leggere, dunque, uno di quelli da tenere sempre sul comodino. E quando all’improvviso ci assale la tristezza, basta aprirlo e leggerne alcune frasi per sentirsi subito meglio. E sorridere.

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