La vita è bella

FAHIM, Un re clandestino

(a cura di Luca Pinto, 2^ A/Tur)

(Fahim, 11 anni, racconta la sua storia, un’autentica favola moderna: immigrato clandestino dal Bangladesh, arriva in Francia insieme al padre Nura e si riscatterà dalla condizione di sans papiers (senza documenti) grazie al suo innato e straordinario talento, non prima di aver affrontato difficoltà e patimenti. Una storia bella e commovente di emarginazione e redenzione, coraggio e fede, che tocca i temi universali dell’amicizia, dello spaesamento, della lotta per la vita, della ricerca dell’identità, ma che incrocia anche l’attualità: le condizioni di vita degli immigrati, la clandestinità, le politiche di integrazione.)

 

Mio padre è forte. Molto forte. Gioca a scacchi e vince sempre. […]

In casa ci sono scacchiere dappertutto. Quando mio padre gioca con gli amici, io mi siedo e osservo, senza dire niente, senza capire. […]

Un uomo mi si avvicina: “Vuoi che ti insegni?”

Non mi sento di deluderlo. Mormoro: “Sì…” […]

Sono maestro di Scacchi. Insegno questo gioco da più di trent’anni. Prima di incontrare Fahim e di prenderlo come allievo, ero capace di localizzare il Bangladesh. Sapevo che si tratta di uno dei paesi più poveri del mondo. […]

Prima che questo ragazzino facesse ingresso nel club che dirigo, non associavo certo il Bangladesh al mondo degli scacchi. […]

In Bangladesh i maestri sono severi: se non lavoriamo, ci picchiano con un bastone. Siamo settanta in un’aula, e tutti, almeno una volta, le abbiamo prese. […]

Ormai passo la maggior parte del tempo a giocare  a scacchi.

Ogni giorno mio padre mi insegna nuove cose: come calcolare le mosse in anticipo, evitare gli errori, sfuggire ai tranelli.

Io faccio progressi e non passa molto tempo che supplico mio padre di inscrivermi a un torneo. […] Ho cinque anni e gioco soltanto da due mesi, ma mio padre accetta volentieri […]

All’ultimo turno il mio avversario gioca in tutta tranquillità. Sa che sono un Principiante e pensa che non sia abbastanza forte. Cosi ne approfitto per vincere. Alla fine scopro con mia grande sorpresa, di essere il tredicesimo finalista. Mio padre è talmente contento che mi stringe tra le braccia. […]

Partecipo a numerosi tornei a Dacca contro giovani e adulti. Vinco coppe, a volte anche medaglie che tutto contento offro a mia madre. […]

Ho sei anni quando chiedo a mio padre di inscrivermi a un torneo in India. Lui è d’accordo, ma mia madre si lascia prendere dal panico. […]

“Amu, Amu, ho vinto il torneo! Contro gli adulti, ti rendi conto? Contro gli indiani, per giunta!” […]

La sera mio padre porta a casa i giornali. Parlano di me: “ Un bambino del Bangladesh, di soli sette anni, vince il torneo di Calcutta!”; “Un campione in erbe!”

LA VITA È BELLA.

Questo libro parla della storia di un bambino del Bangladesh, Fahim, che grazie all’amore e alla passione per gli scacchi riesce a riscattare la sua condizione  di povertà e di immigrato clandestino in Francia.

Lungo il suo percorso deve affrontare molte difficoltà, ma la sua forza di volontà e la caparbietà trasmessagli dal padre gli consentono di diventare una persona “speciale”.

 

Fahim

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